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ABC dell’Inbound Marketing

Qualche appunto per imbattersi in un mondo in cui stiamo muovendo i primi passi.

Matteo
Matteo Social Media Manager

Torniamo tutti tra i banchi di scuola

Ne sai di Inbound Marketing? Dai, parla come mangi!

Quante volte ci sentiamo inadeguati davanti a una nuova esperienza solo perché non la conosciamo?
Con questo mini abecedario dell’Inbound Maraketing torniamo tutti tra i banchi di scuola. Nessuna interrogazione, solo qualche appunto giusto per arrivare al 6 la prossima volta che ci sarà da imbattersi in un mondo in cui stiamo muovendo solo i primi passi.

Un modo semplice e immediato per eliminare quella sensazione da “non ci capisco niente: non fa per me”.
Parti con queste tre pillole del nostro ABC, un’infarinatura iniziale per ingranare la prima e scaldare i motori.

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A come Analytics

Nel mondo dell’Inbound Marketing sono molto importanti gli Analytics, ma di che si tratta? 
Gli Analytics sono le analisi che vengono svolte prendendo in esame tutti i dati legati alla navigazione web.

Con gli Analytics puoi capire quanti utenti hanno visitato il tuo sito web, o per quanto tempo hanno deciso di navigare tra le sue pagine.

Avere sotto controllo i comportamenti di chi mi cerca è utile a me per migliorare e per comprendere più a fondo con chi mi sto interfacciando.

Alcuni esempi di informazioni che puoi ricavare con i giusti strumenti:

  • Con quali parole chiave è indicizzato il sito
  • Quali contenuti risultano più interessanti sul sito
  • Da quali paesi arrivano le visite sul tuo sito

Dalle nostre parti si dice “fare spesso i conti, misurare le voglie e spendere meno di quel che si raccoglie”. Processo basic della più elementare economia domestica. Questo “fare spesso i conti” prevede che ci siano dei dati da poter valutare. Gli Analytics sono la base da cui partire per puntare a un miglioramento e a un utilizzo delle risorse più mirato. Se so valutare il mio operato poi posso pensare di “misurare le voglie e spender meno di quel che si raccoglie”.

B come Buyer Persona

Un tempo probabilmente avremmo parlato di target e basta. Un target serve per identificare un gruppo di persone che condividono una serie di elementi e caratteristiche.

Queste informazioni possono poi essere tali da renderli interessanti per un dato business.
Oggi parliamo di Buyer Persona: individui specifici facenti parte di un target.

Non parliamo più alle masse ma ci interessiamo delle specificità dei singoli. Cerchiamo di capire meglio: io vendo degli shampoo e ne ho appena creato uno che rispetta particolarmente le colorazioni dai toni chiari, capelli rossi e biondi.

Il mio target di riferimento sono le persone che hanno capelli rossi o biondi.
Il prodotto è stato pensato per ragazze giovani che sono solite frequentare palestre, infatti il mio shampoo ha una profumazione particolarmente dolce, più indicata per un pubblico femminile, magari giovane. Il packaging accattivante con gancio e tecnologia salvagoccia permette il suo utilizzo anche fuori casa.

Il lavoro sul prodotto è stato fatto correttamente, ora sta al marketing riuscire a intercettare il giusto pubblico per proporre lo shampoo alle giuste Persona.

La Buyer Persona è il cliente tipo analizzato e disegnato in tutti i suoi aspetti: sociale, relazionale, privato.
Una persona disegnata a tutto tondo per avere più chiaro chi è il nostro interlocutore e riuscire quindi a creare contenuti più mirati al cliente ideale.
Sicuramente è un lavoro impegnativo ma porre buone basi poi ripaga!

C come Content Marketing

Per comprendere il Content Marketing lo traduco prima alla lettera come marketing dei contenuti.
Io mi impegno a mettere a disposizione sul web dei materiali interessanti che possono risultare utili alle mie Persona.
Quindi è un processo di creazione contenuti pensati in ottica di utilità per un possibile cliente; quando parliamo di contenuti ci riferiamo a:

  • Articoli blog
  • Social post
  • Guide scaricabili
  • Immagini
  • Grafiche personalizzabili
  • Audio
  • Ebook
  • E molto altro… libera la fantasia!

Con che scopo produrre tutto questo materiale?
Perché è meglio assicurarsi un cliente piuttosto che una vendita.

Quando navighi sul web stai cercando informazioni, non sai ancora precisamente la soluzione che troverai.
Sei a letto e non riesci a prendere sonno perché hai un po’ di pensieri per la testa; digiti su Google “rimedi contro l’insonnia”.

Le soluzioni che trovi sono le più disparate: il conteggio dei battiti cardiaci,  infusi specifici, prassi ottimali per conciliare il sonno… Ne leggi un po’ e sperimenti qualcosa nei giorni a seguire.

Torni a più riprese tra quegli articoli per vedere se c’è qualche rimedio nuovo, forse più adatto a te rispetto a quella tisana che ti prepari ogni sera mettendo insieme alcuni di quegli ingredienti che hai letto essere perfetti per un sonno sereno.

Andando avanti col tempo scopri che la ricetta della tisana, che ti obbliga a passare in farmacia, in erboristeria e pure dal fruttivendolo per recuperare tutti gli ingredienti necessari alla sua preparazione, in realtà esiste già comodamente imbustata che ti aspetta tra gli scaffali del supermercato accanto a casa.

Assicurarsi un cliente, questo è il motivo per cui conviene impegnarti nel content marketing, non perché lo fanno tutti ma perché è vincente.

Suono della campanella, è finita questa mini lezione di Inbound Marketing. Per questa volta nessuno è rimandato a settembre, ma l’importante è non smettere di studiare!

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